Rebliss: il potere del movimento che fa vivere meglio e in salute

Oggi si parla moltissimo di benessere e di longevità, ma sul vero significato di queste due belle parole, c’è ancora molta confusione. In particolare, sul concetto di longevità, che, a differenza di quel che si pensa, non riguarda solo il vivere più a lungo, ma riguarda il vivere meglio. È proprio da questa concezione di longevità, che nasce Rebliss, un progetto che aiuta le persone a migliorare la qualità della propria vita, attraverso un approccio olistico al benessere, ma soprattutto grazie ad abitudini sostenibili e quotidiane. Con Rebecca Boasso, ingegnere con la passione del pilates e dello yoga, discipline che pratica e insegna da più di dieci anni, scopriremo come il movimento possa diventare un potente strumento di longevità e come, con pochi minuti di pratica al giorno, sia possibile migliorare il proprio benessere fisico e mentale nel lungo termine.

Per uno stile di vita sano
Quali sono, secondo te, i fattori chiave che contribuiscono a una vita lunga e sana?
«Il movimento costante è fondamentale per una vita sana e longeva. Che sia yoga, pilates, o semplicemente camminare, l’attività fisica migliora l’umore, riduce lo stress e favorisce la produzione di endorfine, neurotrasmettitori che agiscono come analgesici naturali, riducendo il dolore e creando una sensazione di benessere. Proprio per questo le video lezioni dell’Academy di Rebliss hanno durata breve, da 10 a 25 minuti, per permettere a tutti di avere una costanza nel praticare ogni giorno per promuovere il benessere fisico e mentale. Come Longevity Specialist di Rebliss, supporto le persone in un percorso di movimento consapevole e a scegliere allenamenti che si adattino alla loro routine, per garantire una pratica sostenibile nel tempo. Bastano davvero pochi minuti al giorno».
Come ti sei avvicinata alla tua professione, cosa ti appassiona di più e come sei arrivata a Rebliss?
«La mia attuale professione è il risultato di un percorso personale che unisce la mia laurea in ingegneria e la passione per lo sport. Ho praticato diverse discipline come danza, sci, pilates e yoga, trovando nell’attività fisica un modo per esprimermi. Con il tempo, la parte razionale e quella creativa si sono fuse, portandomi a creare Rebliss, un progetto che unisce la passione per il movimento e la volontà di promuovere uno stile di vita consapevole, sano e longevo».
Pilates e Yoga, ieri e oggi
Qual è la tua più grande fonte di ispirazione?
«Le mie fonti di ispirazione sono molteplici: dai miei maestri alle persone che ho incontrato nel mio percorso e con cui ho condiviso tante esperienze, fino ai miei allievi. Oggi, la mia ispirazione principale proviene da me stessa, dalla curiosità che mi spinge a imparare continuamente e dalla voglia di portare agli altri un messaggio che aiuti a superare la pressione della vita quotidiana».
Quanto si sono evolute e quanto sono cambiate le discipline del Pilates e dello yoga in questi anni?
«Oggi la consapevolezza corporea, sostenuta dalla biomeccanica, è sempre più al centro di pratiche come il pilates e lo yoga. La biomeccanica del corpo studia come le forze influenzano il corpo umano durante il movimento e conoscere come il corpo reagisce ai movimenti permette di adattare gli esercizi alle esigenze individuali, rispettando i limiti fisici e migliorando postura, forza e mobilità. L’obiettivo è evitare di forzare il corpo, ma di lavorare dentro i suoi limiti per favorire un miglioramento graduale e sicuro».
Come ti tieni aggiornata e quali risorse o strategie utilizzi per continuare a migliorare le tue competenze?
«La formazione continua e la pratica costante sono le strategie che utilizzo per continuare a migliorare le mie competenze. Partecipo ogni anno a corsi di formazione di pilates e yoga, per apprendere continuamente nuovi aspetti di queste pratiche e per mantenere sempre attivi i miei certificati».
Pratiche per tutte le età
C’è un malinteso, riguardo alla tua professione che vorresti chiarire a tutti?
«Molti credono che yoga e pilates siano solo per chi vuole “tonificare” o migliorare l’aspetto fisico, ma in realtà sono pratiche per tutti. Non si tratta di performance, ma di ascolto del corpo e di consapevolezza. Come insegnante, il mio ruolo va oltre il semplice esercizio fisico: è importante educare al movimento funzionale, adattare gli esercizi alle esigenze individuali e insegnare a rispettare i propri limiti fisici, migliorando la postura, prevenendo infortuni e alleviando dolori cronici. E come dico sempre ai miei allievi: «Il pilates non fa dimagrire, ma migliora la postura, rafforza il corpo e ti fa stare bene».